Ecco un regalo di Ferragosto per tutti i piccoli Ketogourmet: un buonissimo pane!
E’ una ricetta velocissima, che si può preparare in un forno normale e non ha bisogno di impastatrici o altro, mettetevi alla prova subito:
Vogliamo condividere con voi alcune nostre esperienze di questi giorni, per dare coraggio a tutti quelli che devono iniziare la dieta e hanno paura che condizionerà in maniera troppo pesante la loro vita, e dare sicurezza a chi la dieta la sta già affrontando giorno dopo giorno!
Cominciamo da un pranzetto informale, sotto una pergola, senza grosse difficoltà; unico consiglio: portate con voi tutto il necessario, soprattutto i vostri keto-utensili! (qui il link al nostro post sugli attrezzi essenziali: ketoessentials)
Un’occasione più formale? Eccola!
In questa occasione, il coperchio della nostra vaporiera (che viaggia sempre con noi), si è rivelato una “cloche” degna del room service di un albergo a cinque stelle, e ci ha permesso di portare dalla cucina alla tavola, senza raffreddarlo, il menù chetogeno della serata!
Vogliamo passare ad una cena più in contatto con la natura, tipo campeggio all’aperto, magari intorno ad un grande fuoco? Ce l’abbiamo!
La fortuna un questo caso è stata avere un fantastico forno industriale a pochi minuti di cammino, dove preparare il pentolino di zucca!
Vogliamo parlare del gelato con i compagni, per festeggiare la fine della scuola? Ecco la cronaca istante per istante della prima cucchiata:
Qui il virtuosismo non è stato tanto fare il gelato (lo confessiamo, abbiamo una gelatiera!), quanto di gestire il trasporto in tempo reale da casa al bar, con doppio travaso, pesatura virtuosistica con tempi da pit-stop di formula 1, borsa frigo con doppio ghiaccino, viaggio in motorino…il tutto con una temperatura esterna di 34°!!!!
A proposito di caldo, per quelli di voi che sono già al mare, ecco un perfetto menù da spiaggia libera: crocchette di pollo e insalatina di carote!
Potete preparare le crocchette in grandi quantità e tirarle fuori dal freezer: in pochi minuti saranno pronte; aggiungete l’insalatina di carote, e siete pronti per un bel pranzetto al mare..
Insomma, vi dovrete dar da fare, ma riuscirete a fare tutto quello che vorrete! Mandateci le vostre esperienze!
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Continua la serie delle merende preparate con olio al posto del burro; è la volta di una tortina per il pomeriggio, che usa il classico binomio cioccolato e pere.
Soffice e gustosa, ottima per la primavera!
Una volta pesati gli ingredienti (
che sono parecchi!), la preparazione è velocissima: non vi resta che accendere la bilancia e provare!
Cliccate qui per scaricare la ricetta:
Di ritorno dall’Inghilterra dopo la visita di controllo semestrale, ci mettiamo al lavoro per tradurre in ricette gli aggiustamenti della dieta: bisogna diminuire i grassi animali e bilanciare meglio gli acidi grassi.
L’indicazione è di usare un certo olio di semi, il “grapeseed oil”. “Ah certo, l’olio di vinacciolo: lo conosciamo, ci hanno già detto che è ottimo”. Appena tornati in Italia ci precipitiamo a comprarne una bottiglia al negozio biologico e, non contenti, ne ordiniamo altre due su Internet, da un produttore che ne fa un tipo pressato a freddo.
Alla prima mail però si chiarisce l’equivoco: non era “grapeseed oil”, ma…. “rapeseed oil”! Ma che razza di olio è? Per fortuna basta digitare su Google traduttore per avere il risultato: OLIO DI COLZA!
Inizia una seconda frenetica ricerca: l’olio di colza non si trova da nessuna parte, neanche su Internet; addirittura sembra che l’olio di colza sia fuorilegge in Italia, che non possa essere usato come olio alimentare, ma solo come lubrificante nei motori!
Ma farà male? Leggi e rileggi, vengono fuori alcune notizie interessanti, che vogliamo condividere con voi.
L’olio di colza da noi ha una bruttissima fama, di oliaccio di pessima qualità, guardato con sdegno dagli estimatori dell’olio di oliva. Scopriamo che, in effetti, fino a qualche tempo fa, conteneva una sostanza, l’acido erucico, dannosa per l’organismo. Da qui il bando come olio alimentare in Italia.
Negli anni ’70 in Canada hanno però selezionato una nuova pianta di colza, priva di acido erucico, e hanno cominciato a produrre un olio particolare, il CANadian Oil Low in Acid, come a dire l’olio…CANOLA.
Ecco finalmente trovato l’olio di tante ricette americane, sul quale avevamo sempre sorvolato
Poi cerchiamo ancora e viene fuori che, soprattutto in Inghilterra e Germania, da alcuni anni il “nuovo” olio di colza, estratto dalla pianta priva di acido erucico, è stato riscoperto, anzi è diventato un super-olio, presentato come extra-vergine!
Guardate qua:
A questo punto ordiniamo anche noi la nostra dose di olio di colza…e vi diamo appuntamento con le nuove ricette del nostro Ketogourmet!
E PER MERENDA? CAVOLI!
Ma perché, tra tanti buoni olii, bisogna complicarsi la vita proprio con l’olio di colza?
Per rispondere, sono necessarie alcune informazioni su una categoria di molecole che avrete sicuramente già sentito nominare: gli acidi grassi essenziali. Non li avete mai sentiti nominare? Impossibile, ogni giorno siamo bombardati da pubblicità di cibi che contengono un’altissima percentuale di omega-3… ecco, sono loro!
In brevissimo, diciamo che gli acidi grassi essenziali (che cioè possiamo prendere solo dal cibo, perchè il nostro metabolismo non li può produrre da solo), sono molto importanti per una dieta corretta. In particolare è importante il rapporto tra omega-6 e omega-3; la dieta occidentale, soprattutto per la presenza di molti cibi industriali, ha un altissimo contenuto di omega-6, e uno scarso contenuto di omega-3, con rapporti anche di 20:1. In una dieta sana, il rapporto dovrebbe essere molto più basso (tipo 3 o 4:1).
Gli alimenti più ricchi di omega-3 sono i pesci “grassi” (salmone, sgombro etc.) e alcuni vegetali, in particolare le noci e i semi di lino, oltre ai cavoli….i cavoli? Ecco spiegato il mistero: la colza è della famiglia delle Brassicacee, cioè… dei cavoli!
Infatti l’olio di colza è un olio alimentare ad alto contenuto di omega-3, circa il 10% del totale; per fare dei paragoni, l’olio di oliva contiene poco più dell’1% di omega-3, mentre l’olio di lino stacca tutti con un poderoso 60%!
Quindi la maniera più rapida per integrare gli omega-3 nella dieta è di usare una piccola quantità giornaliera di olio di lino, da mescolare all’olio di oliva; l’olio di lino però è molto deperibile e non è adatto per cucinare (il cosidetto “punto di fumo” è appena sopra i 100°), e quindi serve un altro olio sempre ricco di omega-3 che sia adatto anche a cucinare.
Non lo conoscete? Ma è l’olio di colza! Rimane un dubbio atroce: ma sa davvero di cavolo? Vi confesso che, aprendo la prima bottiglia di “extra-virgin rapeseed oil” biologico e pressato a freddo, un certo odorino inconfondibile di broccoli mi ha colpito, ma forse ero suggestionato dalle scoperte sulla nuova pianta di colza….. In realtà, dopo aver cucinato diverse ricette, molte delle quali di torte, vi posso dire che la resa è ottima, e dopo la cottura non rimane nessuna traccia che possa legare la vostra gustosa tortina a un grande cavolo cappuccio!
Se volete documentarvi, qui ci sono due articoli sugli acidi grassi essenziali (EFA); il primo è preso dal sito della Matthew’s Friends, l’autrice è la Dottoressa Elisabeth Neal:
Il secondo tratta degli EFA nella dieta vegetariana, ma contiene notizie comunque interessanti sul rapporto corretto tra omega-6 e omega-3:
… un’ultima cosa: qualcuno di voi ha bisogno di due litri di olio di vinacciolo?![]()
Continua la serie dei pranzetti a base di carne, con una variazione a base di maiale che dà un sapore molto interessante. Una piccola aggiunta di un olio di lino aiuta il corretto bilanciamento tra acidi grassi omega-6 e omega-3, mantenendo il gusto al livello del vostro Ketogourmet. Non vi resta che provare: scaricate qui la ricetta: MaialeZucchineFunghi
il risultato dovrebbe essere questo… ![]()
Durante i primi mesi di dieta di vostro figlio, sarà talmente impegnativo prepararare i pasti, che l’idea di mangiare fuori casa vi sembrerà assurda.
Ma ecco che allo scoccare del fatidico quarto mese comincerete a sentirvi sicuri: è arrivato il momento della prima sortita!
Una volta rotto il ghiaccio, sarete in grado di andare a pranzo fuori, organizzare gite e pic-nic…con la dietapotete fare tutto quello che vi verrà in mente di fare, e anche di più!
Ecco un piccolo diario del nostro scorso fine settimana (chetogeno).
Si parte il sabato con un pranzo di bambini…si avete capito bene, abbiamo invitato a pranzo i compagni di scuola di Martino. Non tutti i bambini hanno lo stesso piatto, ma sono contenti di stare insieme!
Vostro figlio potrà condividere il momento del pasto con gli altri bambini, certo dovete essere sicuri di controllare le condizioni per non stressarvi troppo; sarà più facile invitare gli amici a casa vostra che andare ospiti; tanto, per una famiglia che amministra una dieta chetogena, preparare dieci coperti non chetogeni è un gioco da ragazzi!
E poi sarà un’occasione per far conoscere agli altri bambini la dieta di vostro figlio, e far capire agli altri genitori che la “diversità” dei cibi di vostro figlio può arricchire la conoscenza e l’esperienza anche dei loro bimbi. VI sorprenderete per la quantità di domande che vi faranno gli altri bambini, e per l’apertura e il rispetto che dimostreranno verso il grande lavoro di vostro figlio.
Si passa ora alla domenica, una classica doppietta italiana:pranzo dalla nonna 1 e merenda dalla nonna 2!
Se avete l’occhio ormai allenato, dovreste riconoscere i cibi: straccetti alle tre cotture per il pranzo e granola per la merenda.
Prepariamo la parte cruda della ricetta con l’olio in un contenitore a chiusura ermetica, aggiungendo anche la zucchina al vapore; a parte prepariamo la carne cruda, e tre piccoli contenitori con olio per cuocere, la cipolla tagliata e i pomodori a fettine.
Le altre cose che vedete sono la frutta (kiwi), che completa la prescrizione per il pranzo di nostro figlio, il biberon con l’integratore vitaminico (Fruitivits, vedi post….) già pesato, e un tupperware con la granola per la merenda.
Ma c’è soprattutto l’attrezzatura per cucinare in trasferta: padellino da uova e immancabili spatole! Ce la potete fare! Non smettete di immaginare, non farevi rinchiudere dalle difficoltà della dieta, potrete andare a mangiare fuori, in vacanza, a fare una gita, potrete prendere aereo e treno, macchina e traghetto…
Dovrete essere solo organizzati, l’unica cosa impossibile con la dieta è improvvisare!
Ecco una tortina morbida e succulenta, perfetta per la merenda!

A parte la bontà, è particolare perchè fatta con l’olio di semi invece che con il burro, vi sarà utile per tenere sotto controllo i grassi animali nella dieta.
Scaricate la ricetta e provate!
Siamo appena tornati dalla visita in Inghilterra che facciamo ogni sei mesi: due giorni fuori, con due viaggi in aereo e una notte in b&b.
La partenza di una famiglia che amministra una dieta chetogena, assomiglia ai count-down alla partenza dei razzi per lo spazio: un salto nel buio!
Noi la prima volta, siamo partiti con vettovaglie e attrezzature sufficienti per un mese di permanenza nel deserto, poi piano piano abbiamo imparato a portare solo l’essenziale….che è comunque ingombrante! Allora, il nostro consiglio è: organizzate la partenza con metodo, controllando bene tutti i passaggi.
Prima di mettervi in viaggio, preparate una lista dei pasti e delle merende che dovrete essere sicuri di portare con voi: meglio essere sicuri, e prevedere i cibi per un intero giorno, anche se il viaggio dura solo poche ore. Pensate prima a dove dovreste essere all’ora dei pranzi, e organizzatevi di conseguenza, magari portando scorte extra di un cibo già pronto che siete sicuri vostro figlio mangerà (per il nostro: Baci di dama!).
Tenete conto che ci potranno essere degli imprevisti (ritardi nei voli, cambiamenti di orario..), e portate con voi sempre le scorte necessarie; tenete con voi nel bagaglio a mano cibo per tutta la giornata, e raddopiate le scorte nel bagaglio che eventualmente imbarcherete al check-in.
Avete fatto molta strada, ma vi resta ancora una prova prima di conquistare le tre spatole d’oro: preparare questi Baci di Dama!
Dovrete metterci tutta la vostra arte chetogena (e tutta la vostra pazienza)…ma questi biscottini non vi tradiranno, diventando in poco tempo uno dei pilastri della dieta del vostro piccolo Ketogourmet….
Scaricate la ricetta qui sotto, e…. fateci sapere come va a finire!
I costi maggiori di una dieta chetogena non sono i cibi, ma gli alimenti speciali come il Ketocal, gli integratori (di solito un integratore vitaminico), e i dispositivi medici (aghetti e striscette per la chetonemia) per misurare la chetosi.
Per darvi un’idea, il calcolo del costo degli integratori e dei dispositivi medici della dieta di nostro figlio, arriva a oltre €6.000 in un anno.
Ad oggi ogni ASL ha purtroppo delle regole diverse per la prescrivibilità, e quindi sarete costretti a fare una lunga trafila burocratica, prima per capire quali siano le procedure, poi per fare la richiesta vera e propria di quanto serve alla dieta di vostro figlio.
Uno dei punti sui quali è importante che le famiglie facciano pressione, è ottenere la piena prescrivibilità di tutto ciò che è necessario alla dieta, con procedure standard e le relative esenzioni per patologia, come un qualsiasi farmaco.
La diffusione della dieta è rallentata da queste difficoltà, ma è anche vero che se la dieta riuscirà a diffondersi, la pressione delle famiglie aumenterà e non potrà che far considerare la dieta come una normale terapia farmacologica.
Tornando alla nostra esperienza (ASL Roma A), abbiamo dovuto far valutare il caso da una commissione per l’Assistenza Farmaceutica della ASL che si chiama CAFI; la CAFI si occupa delle prescrizioni per le malattie rare, sia per gli integratori che per i dispositivi medici.
Se la vostra ASL ha la stessa procedura, dovete prima di tutto individuare il centro di Assistenza Farmaceutica della vostra ASL; questo centro raccoglierà le informazioni e le trasmetterà alla Commissione, e in seguito si occuperà della distribuzione dei prodotti.
I documenti che servono alla CAFI per esaminare la vostra richiesta sono:
Il modulo ISEE serve perchè se i costi che sostenete per la dieta sono inferiori ad una certa percentuale del vostro reddito annuale (mi sembra il 5%), la domanda sarà respinta; anche questo è uno dei punti sui quali le famiglie dovranno far sentire la loro voce, perchè crea una differenza inaccettabile tra la dieta e gli altri trattamenti farmacologici, che sono a carico del SSN.
Se volete rendere più rapida la trafila, preparate un foglio nel quale calcolate il costo totale annuo della dieta, partendo dalle quantità indicate nei piani terapeutici firmati dal medico;
(per esempio, partendo dal Ketocal:
ogni giorno 40 grammi di Ketocal;
in un anno 365×30 grammi di Ketocal = 14.600 grammi;
ogni scatola contiene 300 grammi;
ogni anno 48,7 confezioni (=14.600:300)
ogni scatola costa € 63,96;
costo totale annuale del Ketocal = €3.112,72 (=63,96 x 48,7).
Calcolate questi passaggi per tutti gli integratori e i dispositivi medici, poi fate la somma totale.
Se la vostra domanda viene approvata, integratori e dispositivi vi saranno forniti a scadenze regolari (ogni mese, o ogni tre mesi), dall’Assistenza Farmaceutica della vostra ASL; dovrete andare a ritirarli voi.
Per gli integratori non distribuiti in Italia (come il Fruitivits della Vitaflo), non siamo sicuri della procedura, e lo abbiamo finora comprato di tasca nostra (una scatola costa circa €100, e a noi dura due mesi). L’integratore che si trova in Italia (il PhlexiVits della Nutricia) potrebbe forse essere prescritto, ma ha un grave difetto: è veramente stomachevole!