La terza videoricetta di KETOGOURMET per Dr.Schär!

Claim12Centrato Cari amici,

completiamo la prima serie delle nostre videoricette, realizzate grazie a KANSO , il marchio  chetogenico della Dr. Schär, con un dessert facile da preparare e molto gustoso:

Crumble di fragole con MARGARINA MCT KANSO 

Anche questa ricetta, come tutte quelle della serie, contiene le indicazioni per essere realizzata con diversi rapporti chetogenici (2 a 1, 3 a 1 e 4 a 1).

Nella ricetta viene usata la noce di cocco grattugiata, e quindi la percentuale di grassi MCT è superiore a quella delle ricette precedenti, vi consiglio quindi di prepararla solo dopo aver introdotto progressivamente questo tipo di grassi nella vostra dieta.

Trovate anche questa  ricetta anche sul sito della KANSO, dedicato ai prodotti chetogenici con alto contenuto di MCT, i grassi a catena media che possono essere di grande aiuto nel raggiungere e mantenere la chetosi.

Ora tocca a voi!

Claim12Centrato


KETOGOURMET,  un blog

  • creato da una famiglia che combatte contro l’epilessia farmacoresistente, per offrire un aiuto concreto a chi segue una dieta chetogenica;
  • consigli, trucchi, ricette, nati dall’esperienza diretta, perché anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

 

La seconda videoricetta di KETOGOURMET per Dr.Schär!

Claim12Centrato Cari amici,

continua la serie delle nostre videoricette, realizzate grazie a KANSO , il marchio  chetogenico della Dr. Schär.

Stavolta abbiamo preparato un pranzo chetogenico semplice e molto saporito:

Sofficine al salmone con insalatina di carote e noci con Olio MCT KANSO 

Anche questa ricetta, come tutte quelle della serie, contiene le indicazioni per essere realizzata con diversi rapporti chetogenici (2 a 1, 3 a 1 e 4 a 1).

Preparare le sofficine è semplice, e la ricetta si presta bene ad essere congelata. Basta replicare in serie i primi passaggi della preparazione, e poi  mettere in freezer le varie dosi già pronte. Un giorno che avrete meno tempo, basterà aprire il freezer e cuocere le sofficine. Se vi interessa l’argomento, potete anche leggere questo post , dove spiego le varie possibilità per congelare cibi chetogenici.

Trovate anche questa  ricetta anche sul sito della KANSO, dedicato ai prodotti chetogenici con alto contenuto di MCT, i grassi a catena media che possono essere di grande aiuto nel raggiungere e mantenere la chetosi.

Ora tocca a voi!

Claim12Centrato


KETOGOURMET,  un blog

  • creato da una famiglia che combatte contro l’epilessia farmacoresistente, per offrire un aiuto concreto a chi segue una dieta chetogenica;
  • consigli, trucchi, ricette, nati dall’esperienza diretta, perché anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

 

Il Backstage della seconda ricetta!

Cari amici di KETOGOURMET,

oggi abbiamo fatto le riprese per la seconda video-ricetta realizzata grazie a KANSO, il marchio chetogenico della Dr.Schär.

Dopo i cracker, abbiamo pensato di preparare un piatto unico, molto saporito e rapido: le sofficine al salmone. Abbiamo abbinato alla sofficine una piccola insalata di carote e noci, un nostro classico.

Tra pochi giorni condivideremo con voi la nostra video-ricetta, tornate a contollare!

Claim12Centrato


KETOGOURMET,  un blog

  • creato da una famiglia che combatte contro l’epilessia farmacoresistente, per offrire un aiuto concreto a chi segue una dieta chetogenica;
  • consigli, trucchi, ricette, nati dall’esperienza diretta, perché anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

 

La DELTA FORCE americana fa la dieta chetogenica!

Cari amici di KETOGOURMET, in questi giorni abbiamo seguito una polemica sparata a tutta pagina dai quotidiani sulle Olimpiadi di Londra 2012, iniziata da questo articolo.

In breve: a 90 atleti olimpici inglesi sarebbe stato somministrato un misterioso beverone, dall’evocativo nome DELTA G, sviluppato dall’Università di Oxford, grazie ad un finanziamento di 10 milioni di dollari da parte del Dipartimento della Difesa USA.

La ricerca puntava a sviluppare un integratore che permettesse alla famosa  DELTA FORCE, di operare dietro alle linee nemiche per un tempo più lungo e con razioni ridotte.

Dopo la DELTA FORCE, UK Sport, l’organizzazione sportiva che ha gestito la partecipazione degli atleti inglesi alle Olimpiadi, ha fornito il DELTA G a  buona parte della squadra olimpica inglese, senza fornire troppe spiegazioni in merito.

Purtroppo, oltre metà degli atleti ha accusato degli effetti indesiderati, tra i quali i più frequenti sono stati nausea e vomito……vi suona familiare? Ma ecco la rivelazione: il beverone è a base di misteriosi “acidi grassi naturali” chiamati……KETONI!!!!!!

Bastava chiedessero a chi come noi ha affrontato per anni una dieta chetogenica, avremmo fornito le nostre ricette per una cifra sicuramente inferiore a 10 milioni di dollari, con tutti i suggerimenti necessari a minimizzare le controindicazioni, aumentare la compliance e mantenere la dieta nel tempo!

 

Rimane la metà degli atleti che ha continuato a bere DELTA G (amaro come il fiele, almeno a stare all’articolo), ed ha contribuito al medagliere olimpico inglese, che nel 2012 è stato da record (terza nazione in assoluto dopo Stati Uniti e Cina, con 65 medaglie).

L’interesse del mondo dello sport professionale per la dieta chetogenica è  ormai un dato assodato da molti anni in diverse discipline, soprattutto quelle di endurance.

 

Ma il vero record è quello delle famiglie che ogni giorno, per mesi o anni, gestiscono l’impegno di una dieta chetogenica per l’epilessia, senza bisogno di DELTA G, ma solo con la loro fantasia nel trovare ricette sempre nuove, e soprattutto sempre più gustose!

A tutte loro l’incoraggiamento e il sostegno di KETOGOURMET

Claim12Centrato


KETOGOURMET,  un blog

  • creato da una famiglia che combatte contro l’epilessia farmacoresistente, per offrire un aiuto concreto a chi segue una dieta chetogenica;
  • consigli, trucchi, ricette, nati dall’esperienza diretta, perché anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

 

Le videoricette di KETOGOURMET per Dr.Schär!

Claim12Centrato Cari amici,

continua la collaborazione tra KETOGOURMET e la Dr. Schär, che partendo da Postal in provincia di Merano, è diventata un colosso mondiale dell’alimentazione a fini medici speciali.

KANSOil marchio chetogenico della Dr. Schär, ci ha chiesto di realizzare una serie di videoricette!  Ci siamo subito messi ai fornelli, ed ecco il primo risultato:

Cracker ai semi con DELI MCT al pomodoro!

Una ricetta molto semplice, che sfrutta le proprietà dei semi oleosi di assorbire l’acqua, e riesce ad ottenere una consistenza rara in una dieta chetogenica: la croccantezza! Trovate la ricetta anche sul sito della KANSO, dedicato ai prodotti chetogenici con alto contenuto di MCT, i grassi a catena media che possono essere di grande aiuto nel raggiungere e mantenere la chetosi.

Fatemi avere i vostri commenti su questa ricetta, che sarà la prima di una piccola serie di ricette KETOGOURMET!

Claim12Centrato


KETOGOURMET,  un blog

  • creato da una famiglia che combatte contro l’epilessia farmacoresistente, per offrire un aiuto concreto a chi segue una dieta chetogenica;
  • consigli, trucchi, ricette, nati dall’esperienza diretta, perché anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

 

Ketogourmet per l’Associazione Italiana Glut 1

Claim12Centrato Cari amici,

grazie alla nostra collaborazione con KANSOil marchio chetogenico della Dr. Schär, prepareremo un buffet KETOGOURMET in occasione del prossimo incontro  delle famiglie dell’Associazione Italiana Glut 1, il 14 e 15 marzo a Roma.

L’Associazione è attivissima nel costruire una rete tra le famiglie e nel promuovere la ricerca, ed  insieme al Politecnico di Milano ha creato uno strumento essenziale per tutti coloro che devono seguire una dieta chetogenica , la app Ketonet.

Abbiamo già iniziato i preparativi, a breve maggiori informazioni e notizie!

Claim12Centrato


 

KETOGOURMET, un blog

  • creato da una famiglia con un bambino con epilessia farmacoresistente, che grazie alla dieta chetogena è riuscito a controllare le crisi;
  • che, a partire da un’esperienza personale, offre un aiuto concreto alle altre famiglie ;
  • per dimostrare che anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

 

Intervista a Maurizio Tommasini / 2

Claim12Centrato Cari amici di KETOGOURMET,

come promesso, eccovi la seconda e ultima parte dell’intervista che abbiamo realizzato con il Dottor  Maurizio Tommasini, autore del recente  La Chetodieta.

La dieta chetogenica per patologie neurologiche e metaboliche è sufficientemente diffusa nel nostro paese?

Tempo proprio di no, ma le cose stanno cambiando, anche grazie al gran lavoro svolto da professionisti ed associazioni sul tema. Mi piace ricordare il contributo di Eupraxia e del Dott. Di Lorenzo, impegnati nel diffondere il corretto uso della chetogenica in contesti terapeutici

 

 La dieta chetogenica è indicata nei casi di diabete?

Numerosi studi indicano effetti decisamente positivi in soggetti affetti da diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 1 rimane invece una controindicazione assoluta, anche se cominciano ad arrivare studi che suggeriscono anche in questi casi un effetto positivo. Si tratta comunque di situazioni in cui il soggetto in dieta deve essere necessariamente seguito da nutrizionista e medico, per evitare problemi che possono essere decisamente poco piacevoli.

 

Ultimamente, soprattutto nell’East Coast americana, l’alimentazione chetogenica si sta affermando come pratica che migliora l’energia, la concentrazione ed in generale il benessere fisico: lei è d’accordo?

In un soggetto sano la chetogenica ha questo effetto di aumentare la chiarezza mentale e l’energia, così almeno riporta la maggioranza dei pazienti. Un effetto decisamente interessante e positivo, tuttavia non penso che si debba seguire una chetogenica alla esclusiva ricerca di questa condizione. Consideriamolo un fringe benefit, legato al dimagrimento o all’utilizzo terapeutico.

 

Nei prossimi anni il low-carb e’ destinato a soppiantare il low-fat come indice di corretta alimentazione?

La chetogenica è uno strumento. Io sottolineo spesso, parlando di questo tipo di dieta, che il fatto che durante una cheto si riducano i carboidrati non implica certo che questi siano il male. Alla fine si tratta di un problema di equilibrio e ritengo che non si debba cercare, come spesso purtroppo si fa, una soluzione globale che va bene per tutti. Alcuni soggetti possono aver un deciso beneficio seguendo una chetogenica, mentre altri potrebbero cavarsela meglio con un’alimentazione più ricca di carboidrati.

Quello che mi interessa è che si parli in maniera corretta di dieta chetogenica, lasciando da parte concetti assolutamente non corretti legati a questo particolare regime alimentare: eccesso di proteine, danni renali, cali di energia e via dicendo.

Di certo è giunto il momento di considerare un regime alimentare nel suo insieme, benefici e controindicazioni, semplicità o difficoltà di esecuzione, senza concentrarsi in maniera ossessiva sui supposti effetti problematici legati a questo o quel nutriente. Una dieta chetogenica può essere indicata in un gran numero di contesti diversi, da valutare di volta in volta, uno strumento molto potente, come dicevo, che va utilizzato con cognizione di causa.

Grazie al Dottor Tommasini da KETOGOURMET!

 

Claim12Centrato


 

KETOGOURMET, un blog

  • creato da una famiglia con un bambino con epilessia farmacoresistente, che grazie alla dieta chetogena è riuscito a controllare le crisi;
  • che, a partire da un’esperienza personale, offre un aiuto concreto alle altre famiglie ;
  • per dimostrare che anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

 

Intervista a Maurizio Tommasini / 1

Claim12Centrato Cari amici di KETOGOURMET,

come promesso, eccovi la prima parte dell’intervista che abbiamo realizzato con il Dottor  Maurizio Tommasini, autore del recente  La Chetodieta.

Quali sono i fattori che hanno contribuito al recente grande interesse sulla dieta chetogenica?

A livello di pubblico sicuramente ha giocato un ruolo importante la notevole popolarità di alcuni protocolli commerciali basati sull’alimentazione low-carb, unitamente a tutto il clamore suscitato dall’ipotesi dell’insulina come responsabile della supposta epidemia di obesità, un tema particolarmente sentito nel mondo anglosassone. Oltretutto la chetogenica viene spesso proposta come dieta che permette di dimagrire mangiando in quantità cibi che molti considerano appetitosi, carne di ogni tipo, formaggi , grassi: si tratta di una visione distorta ma che ha grande presa su di un pubblico che cerca risposte semplici a problemi complessi.

Nel campo delle applicazioni terapeutiche ritengo che sia stato fondamentale quanto avvenuto negli anni 90, con la riscoperta della chetogenica come terapia in soggetti con epilessia farmacoresistente. Inoltre sono suggestivi anche gli studi sul tema delle cefalee e delle malattie neurodegenerative, oltre che le possibili applicazioni nel trattamento di malattie metaboliche. Contrariamente a quello che molti pensano la chetogenica non è certo una fad diet, una dieta alla moda, priva di sostegno scientifico: si tratta invece di uno dei regimi dietetici più studiati, con una storia lunga un secolo di interessanti applicazioni in campi diversi.

Le tre cose più importanti che consiglierebbe ad una persona che volesse iniziare una dieta chetogenica?

In primo luogo valutare se esistano le condizioni per seguire questo regime: ci sono delle controindicazioni assolute che vanno sempre prese in considerazione. In secondo luogo considerare che si tratta di una dieta che non ammette sgarri: indurre la chetosi richiede tempo e quelle che potrebbero essere trasgressioni ammissibili in un piano alimentare ipocalorico possono determinare l’uscita da questo stato, con perdita di quelli che sono i benefici inerenti alla dieta. In terzo luogo valutare la logistica relativa alla dieta, la necessità di consumare pasti in cui l’apporto di carboidrati è molto ridotto e in cui la selezione dei cibi da consumare è molto importante. I pazienti che per lavoro sono costretti a mangiare fuori casa devono considerare questo fatto, anche se, per esperienza,  non si tratta di una situazione così difficile da gestire.

E’ possibile seguire una dieta chetogenica solamente con cibi freschi, acquistabili in supermercato?

A mio parere sì. È il concetto su cui poggia la mia proposta alimentare, la chetodieta, una dieta chetogenica che utilizza prodotti freschi, carne, pesce, verdure, frutta secca e olio extravergine di oliva. Quando l’obiettivo primario è il dimagrimento questo permette di mantenere un buon rapporto con il cibo e facilita poi il passaggio alla fase cruciale di mantenimento che è essenziale per consolidare quanto ottenuto durante la fase chetogenica. Diverso è il discorso delle applicazioni terapeutiche che richiedono un preciso rapporto chetogenico e che molto spesso devono necessariamente ricorrere a prodotti appositamente formulati. La guida di un professionista esperto è comunque importante in entrambe i casi, assolutamente indispensabile nel secondo.

Sono sempre necessari gli integratori? Se sì, quali sono quelli che lei raccomanda?

Visto il limitato apporto di certi cibi talvolta è utile integrare con vitamine e sali minerali. Altra integrazione utile è quella con citrati, importante per ridurre il rischio di formazione di calcoli renali, uno dei potenziali effetti collaterali di una chetogenica seguita per tempi prolungati.

Grazie al Dottor Tommasini da KETOGOURMET, seguite il nostro blog per la seconda parte dell’intervista!

 

Claim12Centrato


 

KETOGOURMET, un blog

  • creato da una famiglia con un bambino con epilessia farmacoresistente, che grazie alla dieta chetogena è riuscito a controllare le crisi;
  • che, a partire da un’esperienza personale, offre un aiuto concreto alle altre famiglie ;
  • per dimostrare che anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

 

Un nuovo libro sulla dieta chetogenica

Claim12Centrato Cari amici di KETOGOURMET,

la dieta chetogenica comincia ad essere conosciuta e citata sempre più spesso;  per chi deve seguire una dieta molto controllata questo è un vantaggio, perchè vuol dire più strumenti, più ricette, più conoscenza e accettazione sociale, allo stesso tempo però aumenta  il rischio che una dieta delicata come la dieta chetogenica diventi solo un’altra “dieta del giorno”, con relativo merchandising.

L’uscita di un libro serio e circostanziato sulla dieta chetogenica, scritto da un esperto che la conosce in maniera approfondita è quindi un’ottima notizia! Vi segnaliamo quindi  La Chetodieta del dottor  Maurizio Tommasini, un biologo nutrizionista con un focus particolare sul binomio alimentazione/attività fisica.  Se vi interessa l’argomento, tenete d’occhio il nostro sito, prossimamente ospiteremo una intervista all’autore!


 

Nel suo piccolo, anche KETOGOURMET continua nella sua opera di alfabetizzazione chetogenica: abbiamo risposto volentieri all’invito del sito My Therapy , un’innovativa piattaforma che vuole facilitare il rapporto tra paziente e terapia attraverso la tecnologia. Ecco il nostro articolo, per sfatare alcuni dei miti che cominciano a circolare sulla dieta chetogenica.

Anche la nostra collaborazione con la Kanso continua; stavolta ci hanno chiesto un contributo su dieta chetogenica e sport.

Insomma, siamo ancora lontani dall’obiettivo che un’assistenza chetogenica di alto livello sia disponibile per tutti i pazienti che ne potrebbero beneficiare, ma qualcosa comincia a muoversi al di là dei confini delle patologie neurologiche e metaboliche, e questo potrà essere un grande fattore di diffusione di questo cibo che cura.

Claim12Centrato


 

KETOGOURMET, un blog

  • creato da una famiglia con un bambino con epilessia farmacoresistente, che grazie alla dieta chetogena è riuscito a controllare le crisi;
  • che, a partire da un’esperienza personale, offre un aiuto concreto alle altre famiglie ;
  • per dimostrare che anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

 

La Dottoressa Elizabeth Neal di Matthew’s Friends risponde alle domande di KETOGOURMET!

Claim12CentratoElizabeth Neal, una delle massime esperte internazionali della dieta chetogena, ha accettato di rispondere alle nostre domande sulla dieta!

La Dottoressa Neal, dietista ricercatrice, è stata co-autrice di alcuni dei più importanti studi scientifici che all’inizio degli anni 2000, hanno definitivamente sancito la validità scientifica dei trattamenti chetogenici nel contrasto delle epilessie farmacoresistenti ( Neal 1,  Neal 2).

Uno dei bambini trattati nel corso del primo trial è stato Matthew, e proprio l’esperienza della dieta ha spinto Emma, la mamma di Matthew, a fondare la Matthew’s Friends. Questa organizzazione inglese, attivissima nella diffusione dei trattamenti chetogeni, ha anche un centro di eccellenza specializzato a Lingfield.

E’ un grande onore per noi ospitare le risposte di questa eccezionale esperta, e speriamo siano utili a tutti coloro che seguono il nostro blog.

04-column1) Quali sono stati gli sviluppi più significativi nell’approccio alla dieta chetogena in questi ultimi anni?

Anche se la tradizionale Dieta Chetogenica “classica” e la dieta MCT sono ancora molto usate, negli ultimi anni sono numerosi i bambini che hanno beneficiato dell’approccio meno restrittivo di terapie chetogeniche più recenti , come per esempio la Dieta Atkins Modificata (MAD, controllo stretto dei carboidrati ma proteine e apporto calorico liberi) e della dieta del basso indice glicemico (LGIT, più abbondante consumo di carboidrati, ma scelti solamente tra quelli a basso indice glicemico). Queste terapie chetogene sono particolarmente indicate per bambini più grandi, per gli adolescenti e anche per gli adulti; un numero crescente di studi scientifici ha ottenuto risultati molto positivi riguardo all’efficacia di questi nuovi trattamenti.

2) Qual è secondo lei la maniera migliore per iniziare la dieta?

Tradizionalmente tutte le diete chetogene venivano iniziate in ospedale dopo un periodo di digiuno, ma nessuno studio scientifico ha dimostrato che questo approccio abbia benefici in termini di controllo delle crisi epilettiche; inoltre la maggior parte delle famiglie preferirebbero senza dubbio iniziare la dieta a casa. L’ospedalizzazione può tuttavia essere necessaria per i bambini molto piccoli, o per pazienti che hanno bisogno di essere monitorati più strettamente.

Prima di iniziare la terapia, è fondamentale che i genitori e chi si occupa del bambino ricevano un training completo e accurato, e che siano in stretto contatto con il team medico. Di regola le diete chetogene sono iniziate in maniera graduale, con un lento aumento o del rapporto chetogenico (per la dieta classica), o della dose di MCT (per la dieta MCT), in relazione con diversi parametri del paziente, come tolleranza verso la terapia, chetosi e controllo delle crisi epilettiche.

3) Come si può personalizzare la dieta e renderla unica per ogni paziente?

Per personalizzare (fine-tune) una terapia chetogenica, si introducono specifici e controllati cambiamenti nella prescrizione della dieta, con lo scopo di massimizzare il beneficio della dieta nel controllo delle crisi epilettiche. Noi raccomandiamo di pesare regolarmente i bambini, in quanto la prescrizione energetica (quantità di Kcalorie che il bambino deve consumare quotidianamente), deve essere frequentemente modificata.

Il livello ottimale di chetosi per il controllo delle crisi epilettiche varia da individuo a individuo; questo livello può essere determinato durante il processo di fine-tuning aumentando o diminuendo la prescrizione di cibi che inducono la chetogenesi (grassi), o che la contrastano (carboidrati). Sarà poi necessario adattare il fabbisogno di proteine, vitamine e minerali all’età del paziente e alle variazioni della dieta.

Un cambio di abitudini (andare in vacanza, iniziare uno sport), può rendere necessaria una variazione della distribuzione della dieta nel corso della giornata, cambiando il numero dei pasti o delle merende.


GRAZIE ALLA DOTTORESSA NEAL PER LE SUE RISPOSTE!


Claim12Centrato