Intervista a Maurizio Tommasini / 2

Claim12Centrato Cari amici di KETOGOURMET,

come promesso, eccovi la seconda e ultima parte dell’intervista che abbiamo realizzato con il Dottor  Maurizio Tommasini, autore del recente  La Chetodieta.

La dieta chetogenica per patologie neurologiche e metaboliche è sufficientemente diffusa nel nostro paese?

Tempo proprio di no, ma le cose stanno cambiando, anche grazie al gran lavoro svolto da professionisti ed associazioni sul tema. Mi piace ricordare il contributo di Eupraxia e del Dott. Di Lorenzo, impegnati nel diffondere il corretto uso della chetogenica in contesti terapeutici

 

 La dieta chetogenica è indicata nei casi di diabete?

Numerosi studi indicano effetti decisamente positivi in soggetti affetti da diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 1 rimane invece una controindicazione assoluta, anche se cominciano ad arrivare studi che suggeriscono anche in questi casi un effetto positivo. Si tratta comunque di situazioni in cui il soggetto in dieta deve essere necessariamente seguito da nutrizionista e medico, per evitare problemi che possono essere decisamente poco piacevoli.

 

Ultimamente, soprattutto nell’East Coast americana, l’alimentazione chetogenica si sta affermando come pratica che migliora l’energia, la concentrazione ed in generale il benessere fisico: lei è d’accordo?

In un soggetto sano la chetogenica ha questo effetto di aumentare la chiarezza mentale e l’energia, così almeno riporta la maggioranza dei pazienti. Un effetto decisamente interessante e positivo, tuttavia non penso che si debba seguire una chetogenica alla esclusiva ricerca di questa condizione. Consideriamolo un fringe benefit, legato al dimagrimento o all’utilizzo terapeutico.

 

Nei prossimi anni il low-carb e’ destinato a soppiantare il low-fat come indice di corretta alimentazione?

La chetogenica è uno strumento. Io sottolineo spesso, parlando di questo tipo di dieta, che il fatto che durante una cheto si riducano i carboidrati non implica certo che questi siano il male. Alla fine si tratta di un problema di equilibrio e ritengo che non si debba cercare, come spesso purtroppo si fa, una soluzione globale che va bene per tutti. Alcuni soggetti possono aver un deciso beneficio seguendo una chetogenica, mentre altri potrebbero cavarsela meglio con un’alimentazione più ricca di carboidrati.

Quello che mi interessa è che si parli in maniera corretta di dieta chetogenica, lasciando da parte concetti assolutamente non corretti legati a questo particolare regime alimentare: eccesso di proteine, danni renali, cali di energia e via dicendo.

Di certo è giunto il momento di considerare un regime alimentare nel suo insieme, benefici e controindicazioni, semplicità o difficoltà di esecuzione, senza concentrarsi in maniera ossessiva sui supposti effetti problematici legati a questo o quel nutriente. Una dieta chetogenica può essere indicata in un gran numero di contesti diversi, da valutare di volta in volta, uno strumento molto potente, come dicevo, che va utilizzato con cognizione di causa.

Grazie al Dottor Tommasini da KETOGOURMET!

 

Claim12Centrato


 

KETOGOURMET, un blog

  • creato da una famiglia con un bambino con epilessia farmacoresistente, che grazie alla dieta chetogena è riuscito a controllare le crisi;
  • che, a partire da un’esperienza personale, offre un aiuto concreto alle altre famiglie ;
  • per dimostrare che anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

 

Intervista a Maurizio Tommasini / 1

Claim12Centrato Cari amici di KETOGOURMET,

come promesso, eccovi la prima parte dell’intervista che abbiamo realizzato con il Dottor  Maurizio Tommasini, autore del recente  La Chetodieta.

Quali sono i fattori che hanno contribuito al recente grande interesse sulla dieta chetogenica?

A livello di pubblico sicuramente ha giocato un ruolo importante la notevole popolarità di alcuni protocolli commerciali basati sull’alimentazione low-carb, unitamente a tutto il clamore suscitato dall’ipotesi dell’insulina come responsabile della supposta epidemia di obesità, un tema particolarmente sentito nel mondo anglosassone. Oltretutto la chetogenica viene spesso proposta come dieta che permette di dimagrire mangiando in quantità cibi che molti considerano appetitosi, carne di ogni tipo, formaggi , grassi: si tratta di una visione distorta ma che ha grande presa su di un pubblico che cerca risposte semplici a problemi complessi.

Nel campo delle applicazioni terapeutiche ritengo che sia stato fondamentale quanto avvenuto negli anni 90, con la riscoperta della chetogenica come terapia in soggetti con epilessia farmacoresistente. Inoltre sono suggestivi anche gli studi sul tema delle cefalee e delle malattie neurodegenerative, oltre che le possibili applicazioni nel trattamento di malattie metaboliche. Contrariamente a quello che molti pensano la chetogenica non è certo una fad diet, una dieta alla moda, priva di sostegno scientifico: si tratta invece di uno dei regimi dietetici più studiati, con una storia lunga un secolo di interessanti applicazioni in campi diversi.

Le tre cose più importanti che consiglierebbe ad una persona che volesse iniziare una dieta chetogenica?

In primo luogo valutare se esistano le condizioni per seguire questo regime: ci sono delle controindicazioni assolute che vanno sempre prese in considerazione. In secondo luogo considerare che si tratta di una dieta che non ammette sgarri: indurre la chetosi richiede tempo e quelle che potrebbero essere trasgressioni ammissibili in un piano alimentare ipocalorico possono determinare l’uscita da questo stato, con perdita di quelli che sono i benefici inerenti alla dieta. In terzo luogo valutare la logistica relativa alla dieta, la necessità di consumare pasti in cui l’apporto di carboidrati è molto ridotto e in cui la selezione dei cibi da consumare è molto importante. I pazienti che per lavoro sono costretti a mangiare fuori casa devono considerare questo fatto, anche se, per esperienza,  non si tratta di una situazione così difficile da gestire.

E’ possibile seguire una dieta chetogenica solamente con cibi freschi, acquistabili in supermercato?

A mio parere sì. È il concetto su cui poggia la mia proposta alimentare, la chetodieta, una dieta chetogenica che utilizza prodotti freschi, carne, pesce, verdure, frutta secca e olio extravergine di oliva. Quando l’obiettivo primario è il dimagrimento questo permette di mantenere un buon rapporto con il cibo e facilita poi il passaggio alla fase cruciale di mantenimento che è essenziale per consolidare quanto ottenuto durante la fase chetogenica. Diverso è il discorso delle applicazioni terapeutiche che richiedono un preciso rapporto chetogenico e che molto spesso devono necessariamente ricorrere a prodotti appositamente formulati. La guida di un professionista esperto è comunque importante in entrambe i casi, assolutamente indispensabile nel secondo.

Sono sempre necessari gli integratori? Se sì, quali sono quelli che lei raccomanda?

Visto il limitato apporto di certi cibi talvolta è utile integrare con vitamine e sali minerali. Altra integrazione utile è quella con citrati, importante per ridurre il rischio di formazione di calcoli renali, uno dei potenziali effetti collaterali di una chetogenica seguita per tempi prolungati.

Grazie al Dottor Tommasini da KETOGOURMET, seguite il nostro blog per la seconda parte dell’intervista!

 

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  • creato da una famiglia con un bambino con epilessia farmacoresistente, che grazie alla dieta chetogena è riuscito a controllare le crisi;
  • che, a partire da un’esperienza personale, offre un aiuto concreto alle altre famiglie ;
  • per dimostrare che anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

 

Un nuovo libro sulla dieta chetogenica

Claim12Centrato Cari amici di KETOGOURMET,

la dieta chetogenica comincia ad essere conosciuta e citata sempre più spesso;  per chi deve seguire una dieta molto controllata questo è un vantaggio, perchè vuol dire più strumenti, più ricette, più conoscenza e accettazione sociale, allo stesso tempo però aumenta  il rischio che una dieta delicata come la dieta chetogenica diventi solo un’altra “dieta del giorno”, con relativo merchandising.

L’uscita di un libro serio e circostanziato sulla dieta chetogenica, scritto da un esperto che la conosce in maniera approfondita è quindi un’ottima notizia! Vi segnaliamo quindi  La Chetodieta del dottor  Maurizio Tommasini, un biologo nutrizionista con un focus particolare sul binomio alimentazione/attività fisica.  Se vi interessa l’argomento, tenete d’occhio il nostro sito, prossimamente ospiteremo una intervista all’autore!


 

Nel suo piccolo, anche KETOGOURMET continua nella sua opera di alfabetizzazione chetogenica: abbiamo risposto volentieri all’invito del sito My Therapy , un’innovativa piattaforma che vuole facilitare il rapporto tra paziente e terapia attraverso la tecnologia. Ecco il nostro articolo, per sfatare alcuni dei miti che cominciano a circolare sulla dieta chetogenica.

Anche la nostra collaborazione con la Kanso continua; stavolta ci hanno chiesto un contributo su dieta chetogenica e sport.

Insomma, siamo ancora lontani dall’obiettivo che un’assistenza chetogenica di alto livello sia disponibile per tutti i pazienti che ne potrebbero beneficiare, ma qualcosa comincia a muoversi al di là dei confini delle patologie neurologiche e metaboliche, e questo potrà essere un grande fattore di diffusione di questo cibo che cura.

Claim12Centrato


 

KETOGOURMET, un blog

  • creato da una famiglia con un bambino con epilessia farmacoresistente, che grazie alla dieta chetogena è riuscito a controllare le crisi;
  • che, a partire da un’esperienza personale, offre un aiuto concreto alle altre famiglie ;
  • per dimostrare che anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

 

KETOGOURMET cresce ancora!

Claim12Centrato Cari amici di KETOGOURMET,

vogliamo condividere con voi la nostra soddisfazione: siete ogni anno di più, nel 2018 ci avete regalato oltre 50.000 visualizzazioni!

Grazie al vostro sostegno, KETOGOURMET continua ad essere uno strumento che aiuta le famiglie alle prese con la dieta chetogena; nell’anno passato, alcune di queste famiglie ci hanno raccontato la loro storia, condividendo le loro esperienze. Continuate a mandarci le vostre storie per rendere il blog sempre più partecipato!

Grazie alle vostre segnalazioni, siamo arrivati in finale ai CUCINA BLOG AWARDS 2018 del Corriere della Sera, e abbiamo potuto portare la consapevolezza della dieta ad un pubblico più ampio.

Abbiamo messo a vostra disposizione una Piccola Guida per le famiglie alle prese con una dieta chetogena che speriamo possa essere utile a tutti coloro che, su indicazione e sotto controllo medico, stanno per iniziare una dieta chetogena.


Il 2019 è iniziato nel migliore dei modi: la nostra storia con la dieta chetogena è sul sito di  KANSO !

“Ricordo bene la prima volta che ho sentito nominare la dieta chetogenica: eravamo dalla parte sbagliata di una scrivania, seduti di fronti al neurologo che seguiva nostro figlio ormai da anni: “e poi ci sarebbe la dieta chetogenica……”

KANSO è un nuovo marchio dedicato a chi utilizza i grassi MCT per particolari condizioni cliniche, nato dall’esperienza della  DR.SCHÄR, azienda italiana diventata leader internazionale dell’alimentazione per esigenze nutrizionali specifiche.

Ci sono altre iniziative in programma…….vi terremo informati!

 

Claim12Centrato


 

KETOGOURMET, un blog

  • creato da una famiglia con un bambino con epilessia farmacoresistente, che grazie alla dieta chetogena è riuscito a controllare le crisi;
  • che, a partire da un’esperienza personale, offre un aiuto concreto alle altre famiglie ;
  • per dimostrare che anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

 

La storia di Lorenzo

Claim12Centrato

“Il nostro Lorenzo ha 2 anni e mezzo, gli occhi che brillano, delle guance morbidissime che possono essere annoverate tra i Patrimoni dell’Umanità; ha un fratello di 4 anni con cui gioca, si sbaciucchia e si mena, senza soluzione di continuità. Lory ha anche una malattia genetica rarissima, il deficit di glut1, per cui ad oggi non esiste una cura. Esiste però un trattamento che, se seguito in maniera stringente e perenne (in altre parole, a vita), tiene sotto controllo alcuni aspetti della malattia: la dieta chetogena”.

Così Alessandra introduce la sua potente e lucida testimonianza sulla realtà della dieta chetogena che siamo felici di ospitare su KETOGOURMET.

“La tendenza nelle storie che parlano di dieta chetogena (e di tante altre storie di persone che combattono) è quella di descrivere la propria vita e la dieta stessa, utilizzando un filtro che rende la luce meno accecante e tagliente. Trovo questo approccio abbastanza fastidioso e soprattutto irrispettoso nei confronti dei nostri figli. Quasi ci fosse una vergogna a raccontarli veramente. Anche se so che il vero motivo è il desiderio di proteggerli e il timore di sembrare alla ricerca di pietismo .
Ma viviamo una vita reale, fatta di lacrime, fatica, sapori e odori acri, lividi, angosce, paure. E anche di fiducia, speranza, carezze date magari in modo goffo, infinitesimi traguardi, che a noi paiono conquiste inimmaginabili. Perché lo sono.
Vorrei cercare di raccontare la storia di Lorenzo facendo considerazione inconsuete, forse. Ma che, penso, possano dare un quadro più completo di ciò che significa vivere seguendo la dieta chetogena per patologia”.

Lorenzo, rispetto a tanti altri bambini con epilessia farmacoresistente o con malattie metaboliche,  ha avuto la fortuna di ricevere una diagnosi precoce, e ha iniziato a seguire la dieta chetogena prestissimo, a sei mesi.
“Mi ricordo come fosse ieri l’ultima volta in cui ho potuto allattarlo, perché dal giorno successivo avrei dovuto introdurre gli alimenti chetogeni, pesati al decimo di grammo… lo tenevo tra le braccia, mentre succhiava con gli occhi chiusi, e gli accarezzavo la testa. Piangevo e mi chiedevo perché avrei dovuto privarlo del suo latte, del suo contatto con me, delle sue coccole…era così piccolo e indifeso… solo poche ore prima i medici mi avevano parlato per la prima volta della sua malattia e di questa dieta, di cui precedentemente ignoravo l’esistenza…mi domandavo il senso di tutto questo. Mi sembrava una violenza cosi forte nei confronti di un cucciolo  per cui l’allattamento era il solo nutrimento…era la vita. Poi Lorenzo ha iniziato a tremare: una crisi epilettica lunga e forte, proprio mentre era tra le mie braccia. Proprio mentre dubitavo,  lui forse mi stava facendo capire che era necessario reagire e mi indicava la strada: quel sentiero sconosciuto e complesso che era la dieta chetogena”.
All’epoca Lorenzo era il bimbo più piccolo in Italia che avesse mai iniziato la dieta:
“I medici mi davano indicazioni; io ponevo tantissime domande, sia teoriche che pratiche. E le risposte a quest’ultime spesso non c’erano. Per inesperienza, non per cattiva volontà. Ma mi sentivo sola e avevo paura. Tantissima.
Perché un conto è somministrare al proprio figlio un farmaco. Di cui i medici danno posologia e indicazioni . Un conto é sapere che ciò che è salvavita per il tuo bimbo, è ciò che devi produrre tu, in ogni singolo gesto, in ogni singola pesata,  in ogni singolo passaggio culinario, che deve essere scevro da ogni possibile errore.
Perché il cibo è vita, per tutti noi. Ma per mio figlio, lo è ancora di più.
Questo è il vero significato della dieta.
VITA”.

“Devo essere sincera: dopo 2 anni, fatico ancora a scherzare sulla dieta. Non riesco ad avere il distacco che è necessario all’ironia. Non ho una battuta simpatica e pronta per chi mi dice:” Che fortuna poter mangiare maionese e panna tutti i giorni!“. Perché non si riesce a ironizzare sulla sopravvivenza del proprio figlio”.
La dieta chetogena ha cominciato a portare i suoi benefici a Lorenzo da subito:
“Le crisi sono sparite del tutto e, dopo 1 anno di eeg pulito, si sono potuti eliminare i farmaci. Lory ha iniziato a essere più reattivo e a muoversi di più…la dieta era la nostra vita. Gli stava regalando una nuova vita.
Ma, inutile negarlo, la dieta ci sta anche togliendo una vita.  Perché seguire una dieta chetogena classica non è semplice. Perché ci sono impatti sociali (per Lorenzo e per tutta la famiglia ) che sono complessi,  perché la programmazione diventa fondamentale e il tempo da dedicare alla preparazione del cibo (dalla fase di invenzione a quella di realizzazione, con tutti i tentativi e fallimenti nel mezzo) richiede uno sforzo davvero notevole in termini di tempo ed energie.
Le lacrime di Lorenzo, quando lo devo costringere a terminare un piatto, mi scavano dentro. I pianti di quando ha fame e vorrebbe mangiare ancora,  ma non è possibile; gli sguardi incuriositi, ormai consapevoli,  quando osserva le altre persone mangiare cibi che gli saranno per sempre preclusi… il dolore é lancinante. Perché sarà per sempre. Per sempre.

Ed è naturale chiedermi, in futuro, quando crescerà,  chi penserà a bilanciare i suoi piatti, chi cercherà di proporgli cibi sempre nuovi, chi si prenderà cura di una persona a cui non basta somministrare una medicina? Ma pensare al futuro è straziante per tutti i genitori di bambini malati. E non ci si può crogiolare nel dolore. Non concepisco l’attendismo”.
Alessandra ha scelto di mettere la propria esperienza e capacità a disposizione anche di altre famiglie:
“Sta a noi trasformare le difficoltà in opportunità. Da qui è nata l’esigenza di costruire, insieme all’Associazione italiana Glut1, al Politecnico di Milano e alle Dietologhe dell’Università di Pavia, uno strumento che potesse agevolare i malati e i loro genitori nella gestione della dieta. Abbiamo creato KETONET,  un’app che vorrebbe mirare all’autonomia (sempre sotto la supervisione medica) dei pazienti e consolidare la rete relazionale: ogni piatto può essere condiviso con la comunità e il senso di solitudine potrebbe dissolversi,  con la consapevolezza che la fatica e il successi di ognuno, può diventare patrimonio di tutti. E il futuro potrebbe fare meno paura”.
“Io non so se la ricerca troverà mai una cura alla malattia del nostro Lorenzo. Non so se nostro figlio potrà mai assaggiare tutto ciò che vorrà. Se il cibo non sarà più solo un’imposizione, ma anche un divertimento. Per ora , proseguiamo con la dieta chetogena. Che è la nostra vita. Che trova un senso negli occhi di Lorenzo che brillano e nelle sue guanciotte morbide”.
GRAZIE ALESSANDRA DA KETOGOURMET!

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  • creato da una famiglia con un bambino con epilessia farmacoresistente, che grazie alla dieta chetogena è riuscito a controllare le crisi;
  • che, a partire da un’esperienza personale, offre un aiuto concreto alle altre famiglie ;
  • per dimostrare che anche un cibo che cura può essere “Gourmet”!

 

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