Ma quanto è veramente efficace la dieta chetogena per l’epilessia?

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LA NOSTRA STORIA CON LA DIETA CHETOGENA

Quando i medici ci hanno proposto la dieta chetogena per nostro figlio, avevamo già provato tutti i principali farmaci. Nulla fino a quel momento era stato in grado anche solo di diminuire la frequenza e l’intensità delle crisi. Cinque, sei, anche dieci ogni giorno. In quel momento non ci siamo neppure chiesti quante probabilità avessimo di riuscire. Sapevamo che avremmo dovuto rivoluzionare la nostra vita, ma non avevamo alternative, e quindi non abbiamo avuto dubbi. “Proviamo, ce la mettiamo tutta. Passiamo le nostre notti a studiare, a calcolare, cucinare. E se dopo tre mesi non funziona, possiamo sempre tornare a una dieta normale”. Le cose sono andate meglio di quanto avremmo mai osato sperare: dopo solo un mese dall’inizio della dieta siamo riusciti ad ottenere il controllo delle crisi e ora, a distanza di un anno e mezzo, abbiamo potuto diminuire sensibilmente anche i farmaci. Ma il nostro è un caso isolato, oppure questa dieta può essere veramente efficace e utile per tante altre famiglie?

QUALCHE DATO SULLE EPILESSIE FARMACORESISTENTI

Si stima che in Italia ci siano un totale di circa 500.000 casi di epilessia, un esercito di cui si parla poco. Alcune forme benigne di epilessia si risolvono con la crescita, altre sono controllate in modo soddisfacente attraverso i farmaci, altre ancora possono essere affrontate con la neurochirurgia. Ma c’è un mondo di cui si parla ancora meno, ed è quello delle epilessie resistenti ai farmaci. E non sono piccoli numeri: in circa il 30% dei casi, le medicine non sono in grado di controllare le crisi. E’ una percentuale altissima, che la diffusione di nuovi farmaci non è riuscita a ridurre.

GLI STUDI SCIENTIFICI SULLA DIETA CHETOGENA PER L’EPILESSIA

Originariamente sviluppata negli anni ’20, la dieta chetogena si è rivelata da subito efficace nel controllo delle crisi, proprio in quei casi che non rispondono alle terapie farmacologiche. Dopo essere stata abbandonata in favore dei nuovi farmaci antiepilettici che venivano man mano resi disponibili, a partire dagli anni ’90 la dieta è tornata al centro dell’interesse della comunità scientifica. Numerosi studi ne hanno dimostrato l’efficacia, contribuendo alla sua diffusione negli ospedali di tutto il mondo. Il primo importante studio realizzato negli Stati Uniti su 150 bambini tra gli 1 e i 16 anni con epilessia farmacoresistente riporta che senza modificare i farmaci, dopo soli tre mesi il 34% aveva avuto una diminuzione di oltre il 90% delle crisi.[1]

Un altro studio essenziale per la dimostrazione dell’efficacia della dieta chetogena perché realizzato con un gruppo di controllo, è stato fatto in Inghilterra nel 2008[2]. In questo caso 150 bambini tra i 2 e i 16 anni con epilessia farmacoresistente erano divisi in due gruppi, il gruppo di controllo iniziava la dieta tre mesi dopo l’altro. Dopo solo 3 mesi il 38% dei bambini che avevano iniziato la dieta aveva avuto una riduzione di oltre il 50% delle crisi, rispetto al 6% del gruppo di controllo.

Per brevità ho riportato i dati relativi alla risposta nei primi tre mesi, i dati completi sono disponibili ai link riportati sotto.

Non siamo a conoscenza di studi specifici sull’applicazione della dieta chetogena negli adulti, ma negli Stati Uniti e in Inghilterra la dieta, nella sua variante “Dieta Atkins Modificata”, viene prescritta anche agli adulti.

LA LEGGE DELL’EFFICACIA DECRESCENTE DEI FARMACI E LA DIETA CHETOGENA COME OPPORTUNITA’

Per capire cosa significhino queste percentuali per chi ha già provato diversi farmaci senza riuscire a controllare le crisi, riporto i dati di un altro studio sull’epilessia refrattaria che dimostra come dopo il primo farmaco, la percentuale di efficacia decresca in modo significativo[3]. Su 470 pazienti che non avevano ancora ricevuto un trattamento per l’epilessia. Il 47% dei pazienti aveva ottenuto il controllo delle crisi dopo il primo farmaco. Solo il 14% dei pazienti aveva ottenuto il controllo delle crisi con il secondo o terzo farmaco, e il 3% dalla combinazione di due farmaci.

Questo significa che dopo aver provato diversi farmaci, la percentuale di successo con il farmaco successivo, si riduce moltissimo. La dieta chetogena, se fatta correttamente, riapre invece una possibilità concreta per chi – farmacoresistente – avrebbe pochissime possibilità di raggiungere il controllo delle crisi.

Per questo, anche in Italia dovremmo fare di più per rendere la dieta chetogena disponibile per tutti quei bambini che potrebbero averne bisogno.

[1] “The efficacy of the ketogenic diet—1998: a prospective evaluation of intervention in 150 children” di John M. Freeman, Eileen P. G. Vining, Diana J. Pillas, Paula L. Pyzik, Jane C. Casey, LCSW; and Millicent T. Kelly http://pediatrics.aappublications.org/content/102/6/1358.short

[2] “The ketogenic diet for the treatment of childhood epilepsy: a randomised controlled trial” – 2008 di Elizabeth G. Neal, Hannah Chaffe, Ruby H. Schwartz, Margaret S. Lawson, Nicole Edwards, Geogianna Fitzsimmons, Andrea Whitney, J. Helen Cross http://www.gutbrainaxis.org/pdf/cross%20paper%20KD%20vs%20AEDs.pdf

[3] “Early identification of refractory epilepsy” di Kwan P., Brodie MJ. http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJM200002033420503

 

 



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12.000 visite nel 2015!

12.000 visite nel 2015! Grazie a tutti voi e buon ketoanno da KETOGOURMET

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 12.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 4 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

KETOGOURMET presenta: Biscotti al Cioccolato con olio di cocco!!

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Ancora biscotti!  Una ricetta semplicissima e veloce, i CoccoCIOK, biscotti al cioccolato a base di olio di cocco.

Gusto intenso, consistenza morbida…….ottimi per la merenda a scuola!

Ecco la ricetta da scaricare:  CoccoCIOK

 

Ma se volete sapere di più sull’olio di cocco, ecco qualche informazione

I grassi alimentari sono costituiti per la maggior parte da lunghe catene di trigliceridi (LCT, Long Chain Triglicerids), mentre l’olio di cocco è l’unico olio naturale a catena media (MCT, Medium Chain Triglicerids).

I grassi MCT vengono assorbiti dal nostro organismo in una maniera particolare, entrando in circolo molto più rapidamente; il potere chetogenico dei grassi MCT è quindi maggiore degli altri grassi (non a caso esiste una dieta chetogena specifica, chiamata proprio dieta MCT).

L’olio di cocco ha poi un’altra qualità molto utile nella cucina chetogena: tende ad addensarsi; è infatti un grasso saturo, e sotto i 24° si presenta come una pasta, e quindi aiuta a preparare cibi molto grassi che siano anche compatti.

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Ketogourmet esce dalla rete e va all’Expo!

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Qualche giorno fa siamo stati ad Expo a parlare di dieta chetogena per l’epilessia al convegno “Treat-Eat il cibo come terapia” organizzato dall’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù.

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In occasione della nostra partecipazione al convegno, il sito del Bambin Gesù “Nutrire la vita”, ha pubblicato un articolo con la nostra storia che trovate al link nutrire la vita.

L’interesse verso questa terapia cresce. Se ne parla ai convegni, sempre di più sono i bambini che iniziano la dieta chetogena nei reparti di neurologia di tutta Italia. Ma c’è ancora molto da fare.

La dieta chetogena è una cura validata scientificamente, prescritta in tutti i principali ospedali pediatrici del mondo. Una dieta però ancora poco diffusa in Italia, nonostante la sua provata efficacia nel 60% dei casi di epilessia farmacoresistente.

Quello che abbiamo imparato in questi due anni di esperienza è che la dieta chetogena è una vera e propria medicina, ma una medicina del tutto speciale. Questo perchè quando il neurologo la prescrive non è in grado di specificare il dosaggio. Allora entra in campo il dietista, che stabilisce l’apporto di calorie, grassi, carboidrati e proteine giornaliere. Ma la medicina ancora non c’è. Perché la medicina si crea ai fornelli. E’ il cibo ad essere medicina, ma una medicina diversa da tutte le altre. Che richiede di mettere in gioco il tradizionale rapporto  ospedale/famiglia/paziente. E’ la stessa conoscenza che si redistribuisce. Ma come si devono trasformare i diversi ruoli?

Innanzitutto gli ospedali, che devono cambiare insieme alle esigenze delle famiglie. Il ricovero non è più il luogo dove si esaurisce la cura. I pazienti devono essere seguiti nelle loro case, nelle loro cucine. Devono essere messi a loro disposizione strumenti informatici per rendere per renderle autonome nella preparazione dei pasti. E serve soprattutto formazione per le famiglie.

Cambia poi il ruolo dei dietisti, che diventano figure centrali: devono essere specializzati e devono andare a formarsi all’estero dove c’è maggiore esperienza.

E infine cambia il ruolo di noi  famiglie, che possiamo e dobbiamo diventare parte attiva della cura. Dobbiamo farci un po’ scienziati, un po’ nutrizionisti, ma soprattutto cuochi. Perché è nella nostra cucina che il cibo si trasforma in medicina!

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10 things to do and to know at the beginning of the ketogenic diet

Dear friends,

in these days of September there are many families that are starting the ketogenic diet for epilepsy. So we thought to share with you a “ten point guide” of things to do at the beginning of the diet. Or rather the things that were important to us.

1) Order a blood ketone meter. It will also be useful when you are in the hospital, if you start in hospitalization. At this link you can find one of Menarini. You can write or call them to get it for free

http://www.menarinidiagnostics.it/Pazienti

2) Get yourself a good  balance, it will be your “traveling companion”. Below is a link to a good balance, which measures tenths of a gram and does not turn off during the measurement.

http://www.trovaprezzi.it/Fprezzo_elettrodomestici-cucina_tanita_kd_321.aspx

3) Study everything is available on the diet, brainstorm with others more experienced parents.
Start tstudying food composition, which foods are more ketogenic. Study the food labels.

4) Start building your personal database,  collecting the nutritional values of various foods (calories, grams of fat, protein and carbohydrates per 100 grams of food). The so-called “ratio” (eg 2: 1 or 3: 1 or even 4: 1) consists in the ratio between the fat and the amount of carbohydrates and protein. FATTY / (+ CARBOHYDRATES + PROTEINS). For example, in a diet 3: 1, each meal must be composed of 3 parts of fat for each part of carbohydrates + proteins together. At this link you can find the nutritional value of fresh produce. Forr packaged foods, see the labels.

http://nut.entecra.it/646/tabelle_di_composizione_degli_alimenti.html

It will be useful to store these information on your computer, we use an excel file.

5) Ask your dietitian the exact prescription of your child: the amount of daily calories, the grams of fat, protein and carbohydrates that must be taken each day. And also how to distribute them throughout the day.  Make clear how many calories, grams of fat, carbohydrate and protein should be taken for each meal or snack.

6) Take specific agreements with your dietitian. Decide together how to send a report on diet, and when the dietitian will respond with any changes to the diet. For example we organized so. Monday morning we send to the dietitian a report on diet (with a description of what you have eaten each day, the detection of ketone, the diary of seizures). The dietitian will endeavor to answer us in the day of Monday. In this way, the dietitian can “adjust the aim” on the basis of the information that we send.

7) Ask an emergency number to call in case of need. For example, to know what to do the first time your child has a flu. Or the first few times you face things later manageable alone (ketone too high, food refusal)

8) Inform friends, family and the school that your child is doing this diet and Make them to share in this great adventure. They will also learn many things and be proud to have contributed to the care of your child

9) Prepare the house. Put bread, biscuits and other foods that your child might want, in the highest shelves. During the fisrt weeks we have given up to bring the pasta on the table for us. Then you will see that you no longer need, because your child will become your first ally in the diet.

10) Before starting the diet, ask your dietitian some recipes to test; build yourself a small supply of recipies that you think will please your child.

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